Intervista OASport: “Il sogno è vincere lo Scudetto e qualcosa a livello europeo con la Fiorentina”

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1° posto a pari merito e vittoria nello spareggio finale (Milan-Como) conquistando la promozione in Serie A con il Milan ACF nel 2010-2011, 2° posto con il Fiammamonza nel 2011-2012 con accesso alla finale nazionale play-off e passaggio in Serie A (record di punti per il club (67) e miglior difesa del campionato), nell’ultimo biennio promozione in B con il Milan Ladies ed in A con il Como: sono questi solo alcuni dei risultati ottenuti da Antonio Cincotta, allenatore della Fiorentina, capolista nella massima serie italiana, al fianco di Sauro Fattori. Una carriera condita da tanti riconoscimenti, come il “Best Coach 2012” e la “Panchina d’argento FIGC”, che attesta la competenza di un tecnico che anche con le viola sta ottenendo, al momento, grandiosi risultati. Cincotta altresì può vantare l’esperienza negli Usa, a Seattle (2013), essendo stato il primo tecnico nostrano ad approdare nella Premier League femminile americana, ottenendo il 1° posto nella Northwest Conference e nella Evergreen Cup e conquistando l’accesso alla fase finale in California (sconfitta a Sacramento). E’ con spirito di grande rispetto ad ammirazione, dunque, che abbiamo intervistato in esclusiva per OA Sport l’allenatore gigliato per approfondire i temi del campionato ed anche quelli del movimento del calcio femminile in Italia.

Forte e convincente: sono questi i due aggettivi per descrivere la Fiorentina attuale. 9 vittorie in 9 partite, la vostra squadra non può temere nessuno?

No, la squadra campione è il Brescia quindi qualcuno da temere lo abbiamo. Sappiamo che anche altre compagini hanno calciatrici importanti e che lotteranno fino in fondo, fino alla fine dobbiamo sudarci sul campo i nostri eventuali successi. Descriverei la Fiorentina con questi aggettivi, ma non sono casualità: la nostra forza è costruita allenamento dopo allenamento, l’unica chance per restare convincenti è continuare a seguire questo vigore durante le settimane di lavoro al campo”.

Che cosa significa per lei lavorare al fianco di Sauro Fattori?

“Significa crescere e imparare qualcosa. Lavorando in due c’è maggior confronto e quindi c’è possibilità di diventare complementari, argomentando con più precisione tutte le questioni tattiche, tecniche e gestionali. Mi sto trovando bene anche a livello umano, tra noi è nata un’amicizia che va oltre il campo di gioco. Ritengo che l’idea della società di aver inserito due allenatori sia una soluzione lungimirante che forse in futuro molte altre squadre potrebbero valutare”.

La Fiorentina ha avviato da un paio di stagioni un discorso “innovativo” nella nostra realtà: l’affiliazione tra club maschile e femminile. Pensa che sia la vera strada da intraprendere per avvicinarci ai campionati stranieri?

Sicuramente la professionalizzazione del settore è molto importante ma credo che gli investimenti per arrivare a livelli europei e americani debbano essere maggiori. Servono percorsi di marketing e visibilità, tra i vari step che potrebbero servire il professionismo non è l’unico. Anche perché non c’è solo quello della Serie A maschile, è professionista anche il calciatore maschile di Lega Pro, bisogna vedere il calcio femminile a che livello viene profilato, questo è una degli interrogativi da porci nell’evoluzione del movimento femminile”.
Da quale giocatrice viola è stato particolarmente impressionato?

“In realtà è la forza del gruppo e la voglia di perfezionarsi dopo ogni allenamento che mi ha favorevolmente impressionato. Le ragazze sono disponibili al sacrificio, anche le atlete che hanno meno minutaggio sono oltremodo disponibili ad ascoltare e a migliorarsi, questo è sinonimo di alta professionalità”.
Di chi ha paura per la corsa “Scudetto”?

“Paura no, ma sappiamo che Brescia, Verona e Mozzanica hanno le carte in regola per poter competere. Siamo consapevoli di essere padroni del nostro destino sportivo quindi giorno dopo giorno lavoriamo con questo pensiero in mente. Ovviamente osserviamo i risultati degli altri, ma sappiamo che non sono quelli che faranno la nostra classifica”.
Qual è il sogno nel cassetto di Antonio Cincotta?

Vincere il campionato con la Fiorentina, e anche qualcosa a livello europeo con questa maglia. Mi sto affascinando e affezionando sempre più alla città, mi stanno facendo tutti sentire a casa e il modo migliore per ripagarli è dare loro un trofeo, alzarlo col giglio sul petto”.

Che cosa direbbe ad una ragazzina che vuol giocare a calcio a cui, per un motivo o per un altro, il campo di gioco è inaccessibile?

“Se una ragazza giovane vuole fare sport e vede la passione per il calcio crescere, deve tentare ogni mossa per riuscirci. Il movimento è in crescita, ci sono barriere che cadono e un seguito che aumenta, questo grazie anche al lavoro della Fiorentina che sta portando alla luce la gioia del pallone per ogni genere. I frutti di questo lavoro di oggi saranno lasciati in eredità alle generazioni future, quindi la ragazzina deve solo inseguire la sua passione per il calcio, il campo sta diventando accessibile per tutti”.

Fonte: https://www.oasport.it

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