Intervista DNP: “Il mio ‘Triplete’? Un impegno costante. I record si battono, i titoli restano…”

“Andati oltre ogni aspettativa. Percorso incredibile dei Della Valle nel calcio femminile”
4 marzo 2017
Tra grande slam e scudetto, Cincotta si racconta a DPN
30 marzo 2017
Mostra tutto

Non chiamatelo “novellino”. Vincere uno scudetto al primo anno in serie A è possibile e c’è chi ne sa qualcosa. Specie se tutto questo non è il frutto solo di una stagione sopra le righe, ma di un percorso che procede da anni e che finalmente sta dando i propri frutti. Il segreto della Fiorentina formato capolista è certo delle giocatrici che scendono in campo ogni sabato, così come della società, ma anche e certamente di chi guida quotidianamente il gruppo. All’esperienza e alle capacità di Sauro Fattori, da molti anni sulla panchina della squadra, si sono aggiunte le conoscenze tattiche di Antonio Cincotta, presentatosi in Toscana con un biglietto da visita di tutto rispetto, formato da una promozione in Serie B con il Milan due stagioni fa e quindi da una nella massima competizione italiana con il Como 2000. Un terzo successo consecutivo – per di più in un livello ulteriormente superiore – sarebbe un vero e proprio record per un allenatore, ormai sempre più vicino in un campionato che si avvia alla sua conclusione. In esclusiva, la redazione di Donnenelpallone.com ha contattato proprio il giovane allenatore viola, che si è raccontato fornendo un bilancio della sua nuova avventura, magari anche con uno sguardo al futuro.

Una promozione con il Milan, una con il Como e un possibile scudetto. Ci crede Antonio Cincotta al record del “Grande Slam”?
A questo punto sì, ci credo. Sarebbe la prima volta nella storia, ma dico la verità: penso ad impegnarmi tutti i giorni e lo faccio da sette anni nel calcio femminile. Questo nasce dall’impegno profuso nel corso del tempo. Non è solo merito mio, comunque: tutte le ragazze che ho allenato avevano una caratteristica ben precisa, ovvero la voglia di vincere. Mentre io ho arricchito la loro esperienza, loro hanno elevato la mia carriera. Prima di questo ‘Slam’, ho allenato altre squadre: ho vinto una A2 con il ‘vecchio’ Milan, poi ho ottenuto un’altra promozione in Serie A ottenuta con il Fiammamonza al play-off contro il Siena“.

C’è qualche dato, qualche numero che contraddistingue il suo modo di allenare?
Qualunque squadra abbia allenato, nonostante la fama sia quella di un gioco offensivo e ‘spagnoleggiante’, in realtà ha sempre poi avuto la miglior difesa a fine campionato. Credo che sia un dettaglio abbastanza significativo, perché testimonia che la fase di non possesso viene fatta bene“.

Alcune voci l’hanno accostata alla Nazionale. Ha già parlato con la Fiorentina per un eventuale prolungamento del rapporto? Arrivasse una chiamata in Azzurro, Cincotta ci penserebbe?
A Firenze ho un accordo fino al 30 giugno, ma non abbiamo ancora conquistato niente. Non ho mai alzato la testa per guardare l’orizzonte, né mi sono mai chiesto cosa possa esserci nel futuro. Il mio orizzonte è il termine della stagione. Ora sono concentrato nel conquistare lo Scudetto, il rapporto con la Società è ottimo: la Fiorentina ha messo a disposizione un grande potenziale“.

L’esperienza in viola è stata quella del salto effettivo di qualità: cosa ha trovato di speciale in questa sua annata?
Indubbiamente allenare la migliore squadra d’Italia è importante: sia per la grande qualità dell’organico, sia per la grande storia del club a livello maschile. In questo contesto c’è sempre il salto di qualità e si creano anche aspettative importanti. Però è tutto proporzionato: contrapposti ai grandi nomi della Fiorentina ci sono giocatrici altrettanto forti nelle altre squadre. Vincere è sempre e comunque difficile, in qualsiasi categoria“.

La partita di Mozzanica, unico neo in una stagione fin qui perfetta: che effetto ha fatto sul gruppo? C’è rimpianto per non poter entrare nel record di vincere tutte le partite?
I record sono fatti per essere battuti: qualcuno ti supererà sempre, magari già l’anno successivo. Il titolo, invece, resta. La vittoria è per sempre. Il Mozzanica ha rappresentato due step: nella gara di andata ho compreso davvero di avere davanti una squadra matura, perché vincemmo 1-0 dopo una gara molto difficile ma le calciatrici uscirono non appagate per la loro prestazione. In quella di ritorno è arrivata una sconfitta, che ci ha messo in difficoltà, ma ci ha fatto capire che non si può essere mai appagati. Ci è servita per darci una scossa positiva e ridarci la voglia di vincere. Due momenti molto utili per la nostra stagione“.

Lei e Sauro Fattori siete due tecnici molto diversi: come vi conciliate?
A livello umano c’è un rapporto basato sulla simpatia e sul rispetto vero. Sull’aspetto tecnico abbiamo caratteristiche differenti: lui ha molta esperienza maturata a Firenze, mentre io ho girato molto. Lui si occupa anche dell’aspetto manageriale e dello staff, mentre io curo di più la parte tecnico-tattica. Credo che questa diversità abbia dato un buon completamento e anche un bel vantaggio alla squadra“.

Lei ha origini familiari a Chieti ed è stato contento della promozione in serie A del club teatino. Che idea si è fatto della formazione di Di Camillo?
Mia mamma è di Chieti e ho trascorso buona parte della mia vita lì. Quando ho visto che questa squadra ha raggiunto la serie A sono stato contento, perché spesso le realtà del Centro-Italia fanno fatica ad emergere nello sport. Per me la rosa è importante, ritenevo che subito dopo il Cuneo questa squadra abbia fatto il miglior mercato fra le squadre in lotta salvezza e sono tuttora convinto che nelle prossime quattro gare potrebbero riprendere la classifica in mano. Non dimentichiamo, però, anche il Como: ogni sabato dopo la nostra partita guardo sempre i risultati di queste due squadre“.

In conclusione, come vede la Nazionale di Cabrini all’Europeo? In Olanda ci aspetta un girone molto difficile…
Ho letto tante critiche dopo la Cyprus Cup, ma non sono preoccupato. Chiaramente tifo la Nazionale, anche perché durante l’anno alleno molte Azzurre. Credo che abbiano i mezzi tecnici per fare molto bene e a livello fisico il fatto che Fiorentina e Brescia facciano 6 allenamenti a settimana possa mettere le ragazze in condizione di competere con l’estero: ora resta però l’ultimo passaggio, ovvero il riuscire a dare loro la capacità emotiva e la concentrazione per affrontare impegni internazionali su palchi anche prestigiosi“.

Fonte: http://www.donnenelpallone.com/

I commenti sono chiusi.