Esclusiva MN24: Antonio Cincotta, il macina record che ha centrato la promozione in serie B con il “Woman Tiki Taka”

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Lo scorso week end, dopo un campionato all’insegna di grande calcio e record macinati, il Milan Ladies concquiata sul campo del Pieve la matematica promozione in serie B con una giornata d’anticipo. Un successo desiderato ma non scontato, una scommessa vinta e una squadra che diventa una solida realtà, una “principessa rossonera”che stava aspettando il “bacio” per svegliarsi e risplendere. E il principe in questione non poteva che essere Antonio Cincotta, tecnico della squadra campione e artefice di questa stagione stellare. In esclusiva per Milannews24.com, ecco l’intervista concessa dal tecnico rossonero.

Dopo la vittoria per 1-0 contro il Pieve010, avete conquistato la matematica promozione in serie B con una giornata d’anticipo. Oltre i meritati complimenti, cosa ha provato gli ultimi minuti prima del fischio finale?E soprattutto, la serie B era un obiettivo oppure un sogno?
All’ inizio del campionato pensavamo di essere la quarta forza. Fiammamonza con due nazionali U 17 sembrava predestinata, la Riozzese con una tradizione societaria vincente e delle individualità di prestigio apparive quale papabile, Ausonia infine, aveva una rosa costellata di eccellenti individualità, per me l’ organico più forte e completo, e poi il Milan Ladies, una squadra costruita da me in due mesi, che scierava 12 nuovi elementi su 21, un autentica scommessa priva di fondamenta. Le nostre avversarie sono state determinanti nel farci sentire vincenti, poiché ci rendevamo conto, di quanto vittoria dopo vittoria, parlassero di noi mostrando un retrogusto di timore nei nostri confronti, e questa prova di realtà è stata una spinta ad acquisire abitudine ad essere considerati la squadra da battere. Ovviamente ciò ha provocato un rapporto di odio e amore con le ansie prestazionali, frutto di pressioni crescenti alle quali la vetta ti espone, all’ inizio abbiamo subito questa nuova condizione psicologica, quella appunto di essere ciò che tuttio volevano battere, ma col tempo abbiamo interiorizzato il nostro status collettivo, e la voglia di vincere, lavorando a 360° a tal fine è stata maggiore della paura di perdere, esorcizzata con una sistematica presa di coscienza delle nostre crescenti competenze.

Rimanendo in tema obiettivi stagionali, l’anno prossimo punterete al grande salto di qualità o sarà una stagione di assestamento? E quanto inciderà il mercato estivo in quest’ottica?
Questo sarà il club a deciderlo, ora è il tempo della celebrazione, saranno poi i manager a dover pianificare la strada, io in quanto coach, sono solo uno strumento.

Per la cultura italiana, possiamo definire il calcio come un fenomeno sociale maschile e tutto ciò a scapito di quello femminile, troppo volte lasciato a se stesso. Come mai ha deciso di inserirsi, come tecnico, nel mondo del “gentil sesso” e in che modo si potrebbe aumentare “l’audience” del calcio rosa comunque in forte ascesa rispetto al passato?
Per me il calcio è calcio, ormai so di avere una forte specializzazione nella gestione dello spogliatoio femminile, e ancor di più una decisa motivazione a continuare a specializzarmi nel settore, poiché non lo ritengo denigrante ma semplicemente stimolante, nonostante la scarsa copertura mediatica.

Fonte: www.milannews24.com

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